Team Zoomunity

04.01.2023 15:35


Ipotermia

Ipotermia

Siamo in pieno inverno e in gran parte delle regioni le temperature sono molto rigide, soprattutto di notte, con presenza di ghiaccio e neve. L’escursione termica notturna, con i bruschi cali di temperatura, risulta essere un grosso pericolo per gli animali domestici, in particolare i soggetti poco preparati (per caratteristiche fisiche e non) a sostenerle.

Cosa si intende per ipotermia? Riduzione persistente della temperatura corporea al di sotto dei limiti fisiologici; in linea di massima parliamo di temperature corporee sotto i 37°C per cani e gatti.

Alla riduzione della temperatura, inizialmente, l’organismo si oppone con delle reazioni fisiologiche, tra cui tremori, ma in corso di clima molto rigido, la temperatura corporea scende drasticamente, con effetti quali bradicardia, rallentamento della respirazione, fino a disturbi neurologici, vascolari, renali. Nelle forme più gravi si arriva al congelamento dei tessuti, con assideramento, ossia congelamento e necrosi vascolare e, purtroppo, frequentemente esito letale.

Le cause di ipotermia sono molte.

Da un lato, indubbiamente le condizioni ambientali:

  • - assenza di riparo termicamente isolato
  • - temperature rigide, neve, ghiaccio
  • - tempo di esposizione alle basse temperature

Dall’altro, fattori predisponenti individuali:

  • cuccioli
  • - anziani
  • - animali con pelliccia poco folta o sottopelo assente (vd tutte le razze a pelo raso)
  • - animali piccoli, con scarse risorse di grasso
  • - animali malati con problemi metabolici, cardiaci, respiratori, vascolari
  • - esposizione al freddo con mantello bagnato

Quali sono i sintomi di ipotermia?

  • Brividi e tremori (tramite i quali l'organismo produce calore, con un elevato dispendio energetico!)
  • Debolezza, astenia
  • Pelliccia e pelle fredde al tatto
  • Temperatura corporea bassa
  • Diminuzione della frequenza cardiaca
  • Pupille dilatate
  • Gengive e mucose pallide o addirittura bluastre
  • Assenza di reattività

Cosa possiamo fare di fronte ad un animale ipotermico?

Due cose essenziali: rivolgerci al Medico Veterinario e iniziare a scaldare il corpo dell’animale. A questo proposito c’è una regola fondamentale: la gradualità. Le cellule di un organismo in ipotermia hanno subito un trauma termico. Non dobbiamo crearne un altro in senso opposto. Il riscaldamento corporeo deve essere delicato e graduale, altrimenti potremmo creare ulteriori danni.

Quindi utilizziamo coperte, magari intiepidite. Tutte le fonti di calori devono essere a moderata distanza e non a contatto diretto (es. borsa acqua calda sempre avvolta in un panno o asciugamano).

Può essere utile bagnare gli arti e massaggiare delicatamente con acqua non troppo calda, così da stimolare la riperfusione dei tessuti. Se l’animale è per gran parte bagnato, asciugarlo con asciugamani, phon, panni caldi.

Se l’animale è reattivo proviamo a proporre acqua e cibo, preferibilmente umido a temperatura ambiente.

Ricordiamo che temperature corporee (valutabili con termometro endorettale) sotto i 36°C richiedono assolutamente un intervento medico e che, ad ogni modo, un animale in ipotermia richiede una visita generale e monitoraggio delle funzioni organiche.

 

Cos’altro possiamo fare?

Prevenire! Come?

Con appositi ripari correttamente isolati in base al territorio e alle temperature (presenza di ghiaccio, neve, vento ecc.)

Evitando esposizione lunga al freddo per animali di piccola tagli, con scarso mantello o di giovane età

Utilizzando protezioni quali cappotti o maglioncini per gli animali a rischio; se necessario utilizzare protezioni per le zampe (es. animali portati fuori con ghiaccio o neve) e apposite creme per tartufo e zampe.

Proteggete i vostri animali dalle basse temperature! Il rischio è elevatissimo!